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Check-in da remoto: il Tar boccia la stretta del Ministero

Check-in da remoto: il Tar boccia la stretta del Ministero

Negli ultimi mesi il tema del check-in da remoto è stato al centro di un vero e proprio braccio di ferro tra Ministero, gestori di affitti brevi e associazioni di categoria. Tutto era iniziato con una circolare del Ministero dell’Interno datata 18 novembre 2024, in cui si dichiarava illegittima l’identificazione da remoto degli ospiti nelle strutture ricettive. Il motivo? La sicurezza pubblica. 

Secondo il Ministero, accedere a un appartamento tramite  keybox  o  codici automatici  senza controllo diretto da parte del gestore “scavalca” la verifica dell’identità reale dell’ospite. Quindi all’improvviso molti property manager si sono ritrovati con procedure messe in discussione, nonostante l’uso di  tecnologie sofisticate  per il riconoscimento degli ospiti (biometria, OTP, video check-in); a loro veniva richiesto di essere fisicamente presenti per verificare i documenti.

La sentenza di maggio 2025: il TAR dice no al divieto

Ora arriva un cambio di rotta. Con la sentenza n. 10210/2025, il TAR del Lazio ha accolto il ricorso delle federazioni della ricettività extralberghiera, annullando la circolare ministeriale.
Le motivazioni sono molto chiare:

  • La circolare non si limita a interpretare l’art. 109 del TULPS,  introduce un nuovo obbligo non previsto dalla legge
  • Il provvedimento  non è proporzionato rispetto agli obiettivi di sicurezza dichiarati.
  • Si rischia una  disparità di trattamento  rispetto ad altri settori, come autonoleggi o home banking, che già da tempo utilizzano metodi di identificazione a distanza.

In sostanza, il TAR conferma che  il check-in da remoto è compatibile con la normativa, se effettuato con strumenti adeguati.

Secondo Confedilizia e Aigab  (l’associazione dei property manager professionali), questa sentenza   apre la strada a una regolamentazione più moderna,   che riconosca la validità delle tecnologie già in uso nel settore.

Il Ministero, da parte sua, sembra disposto ad aggiornare la propria posizione. Come ha dichiarato il presidente Celani di Aigab: “Siamo in contatto con il Governo per mettere a disposizione il nostro know-how. Vogliamo che le soluzioni digitali usate dai professionisti siano finalmente riconosciute a pieno titolo.”

Se affitti un appartamento, quindi, la buona notizia è che il   check-in da remoto non è fuori legge,   anzi: torna ad essere una  soluzione legittima, comoda e sicura,   a patto che venga gestita correttamente.

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